Se il VBAC è un normale parto naturale, perché si chiama con un nome diverso?

 

Per comprendere la ragione di questa consuetudine dobbiamo ripercorrere la recente storia del parto cesareo, a partire dagli anni '50 fino ad oggi.​

In origine il cesareo era considerato una procedura da praticare in casi estremi, la madre generalmente non sopravviveva all'estrazione addominale del feto e pertanto si ricorreva a questa tecnica nel disperato tentativo di salvare almeno il bambino da una morte certa.

La situazione è drammaticamente rappresentata in alcuni film storici, avete presente la scena in cui il medico chiede al padre: "Salviamo la mamma o il bambino?"

Per fortuna nel secolo scorso la chirurgia ha fatto passi da gigante, e il cesareo è divenuto finalmente una tecnica ragionevolmente sicura, tanto da far ritenere, negli anni '50, che una massiccia e indiscriminata medicalizzazione delle nascite potesse azzerare i rischi legati al parto.

In ragione di questa convinzione si è dato inizio ad un processo che ha portato, nel giro di poche decine di anni, ad un eccesso generalizzato nell'uso di procedure mediche durante il travaglio ed il parto.

Ma soprattutto, ciò che è cambiato non è stato solo il protocollo dell'assistenza alle nascite, ma anche la percezione che le donne, e più in generale la società, avevano dell'evento nascita: non più un processo naturale e fisiologico da assecondare e favorire (in assenza di patologie), ma al contrario un passaggio rischioso (e doloroso) da compiere sempre sotto controllo medico, per garantire i migliori esiti, anche in termini di soddisfazione materna (arrivando perfino all'uso di sostanze per alterare lo stato di coscienza delle partorienti). La sfiducia nelle proprie capacità di partorire (di pari passo con la sfiducia nella capacità di allattare) si è diffusa tra le donne, che per la prima volta nella storia dell'umanità hanno iniziato a dubitare di poter partorire

Il tasso di parti cesarei sul totale delle nascite è cresciuto vertiginosamente, fino a raggiungere il 60% in alcune Regioni italiane. Il cesareo è diventato un modo "normale" di nascere, alla pari del parto naturale.

Ebbene, a distanza di tempo le evidenze scientifiche hanno smentito drasticamente questa illusione: è stato dimostrato che non solo la medicalizzazione non ha azzerato la morbilità e la mortalità materno/infantile, ma che anzi gli esiti dei parti iper-medicalizzati (in assenza di reali indicazioni) sono peggiori dei parti naturali svolti nel rispetto della fisiologia. È iniziato così una lenta inversione di tendenza, osteggiata da una cultura difficile da sradicare.

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