6 marzo 2015

8 marzo 2015 - Festa della Donna. Parliamo di Violenza Ostetrica.



In questa giornata, in cui si richiama l'attenzione sul rispetto della Donna, vogliamo parlare di Violenza Ostetrica.


La Violenza Ostetrica è:
“… l’ appropriazione del corpo e dei processi riproduttivi delle donne da parte del personale sanitario, che si esprime come trattamento disumano, con abuso di farmaci per trasformare i processi naturali in patologici, portando con se la perdita di autonomia e la capacita’ di decidere liberamente del loro corpo e della sessualita’, con un impatto negativo sulla qualita’ della vita delle donne “ [Dal gruppo FB "Violenza Ostetrica: esperienze a confronto", https://www.facebook.com/groups/101100159965871/].
I seguenti atti del personale sanitario sono considerati Violenza Ostetrica:


 -  obbligare la donna a travagliare e partorire in posizione supina, con le gambe sollevate, quando sono  disponibili i mezzi necessari per eseguire un parto verticale;

 -  impedire l’ attacco iniziale del bambino alla madre senza una causa medica, impedendo così l’ attaccamento precoce e bloccando la possibilita’ di tenere, curare o allattare al seno immediatamente il bimbo dopo la nascita;

 -  l'alterazione del parto naturale a basso rischio, utilizzando tecniche di accelerazione (induzione), senza consenso volontario, espresso e informato della donna;

 -  l’esecuzione del parto tramite taglio cesareo, quando il parto naturale e’ possibile, senza consenso volontario, espresso, e il consenso informato della donna.




Interventi che, se eseguiti di routine senza una comprovata necessità medica, rappresentano una Violenza Ostetrica:
episiotomia
manovra di Kristeller
tricotomia (depilazione del pube)
clistere
limitazione nelle posizioni (obbligo della posizione litotomica - supina con gambe sollevate)
allontanamento delle persone care (la donna ha diritto ad avere vicino una persona di sua scelta durante il travaglio ed il parto)


In Italia oggi troppe donne durante il travaglio ed il parto sono oggetto di trattamenti irrispettosi e lesivi della loro dignità, e ciò è possibile perché le donne hanno poca consapevolezza dei propri diritti in materia di maternità. Le donne sono state portate a credere che il parto sia un evento "medico", quasi patologico, e pertanto che le modalità di gestione del travaglio e del parto debbano essere delegate al personale sanitario.

Ma non è così! La gravidanza ed il parto, quando privi di complicazioni, sono processi naturali, fisiologici e non necessitano di medicalizzazione.
Le Donne pertanto hanno il diritto di partecipare ad ogni decisione, di essere correttamente informate, di dare il loro consenso in merito a qualunque intervento che riguardi loro stesse o il loro bambino, durante la gravidanza, il travaglio ed il parto.

Per sensibilizzare ai diritti della Donna, della coppia e del bambino, in gravidanza e durante il  parto, INNECESAREO ha condiviso l'iniziativa della Associazione "Dolce Con-Tatto" (Lamezia Terme -Cz), in collaborazione con Collegio Ostetriche Cosenza, che ha organizzato la proiezione del cortometraggio "La prestazione" di Freedom for Birth.
Al termine della proiezione seguirà un dibattito sul tema della Violenza Ostetrica.



8 marzo 2015 - ore 16.30
Sala Consiliare del Comune - Francavilla Marittima (CS)

7 commenti:

Amamà Kabeira ha detto...

Mi spiace non poterci esserci di persona. Ci sarò col cuore.

Amamà Kabeira ha detto...

Mi spiace non poterci esserci di persona. Ci sarò col cuore.

aiduccia ha detto...

Finalemente si muove qualcosa anche in Calabria!

Silvia Cagnani ha detto...

Condivido ogni parola! Bell'articolo! Io ho avuto un parto naturalissimo dopo cesareo, niente medicinali nè interferenze ed è stato solo amore e rispetto.

Cristina ha detto...

Grazie Silvia per la tua testimonianza! Amore e Rispetto dovrebbero essere garantiti ad ogni Donna che partorisce, ma purtroppo spesso non è così.

roberto ha detto...

Non sapevo di queste iniziative. E' anche questo un modo molto significativo per promuovere pace e benessere. Si tratta dell'inizio di una nuova vita, chi bene inizia...
C'è un grande lavoro da fare perchè la cultura di rispetto che voi promuovete diventi patrimonio condiviso, prima dalla gente e poi, necessariamente, dovrà essere condiviso anche dalle istituzioni e strutture sanitarie. Voi questo lavoro lo state facendo, a quanto vedo, con grande serietà e passione. Complimenti e Grazie, Roberto

Roberto ha detto...

Non è importante solo per le mamme e i bambini, ma l'effetto positivo si diffonde inevitabilmente, oltre il contesto iniziale, come le onde generate dal lancio di un sasso.