24 dicembre 2012

Buone Feste!

Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente:
uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani,
perciò oggi è il giorno giusto per
amare, credere, fare e, principalmente, vivere. (Dalai Lama)
 
Innecesareo Augura Buone Feste a tutte!!
 
                                             

16 dicembre 2012

Percorso nascita: promozione e valutazione della qualità di modelli operativi. Le indagini del 2008-2009 e del 2010-2011.

Di recentissima pubblicazione il report dell'Istituto Superiore Sanità sul percorso nascita con i dati delle indagini che hanno coinvolto 7000 donne intervistate, fino al primo anno di vita del bambino, da operatrici ASL di 11 regioni diverse in Italia.

http://www.iss.it/publ/rapp/cont.php?id=2646&lang=1&tipo=5

6 novembre 2012

La visione del parto nel mondo

http://www.abcpsy.it/la-visione-del-parto-nel-mondo.html

"Il momento culminante del protagonismo femminile è il parto e come tale non deve essere subito dalla donna".

26 ottobre 2012

Potenziali fattori di rischio per il parto

PARTO AD ALTO RISCHIO:

Passività
Dipendenza
Fiducia negli altri
Incapacità di accettare aiuti esterni
Rifiuto dell'identità femminile
Sessualità repressa
Percezione di sè come oggetto sessuale
Infantilismo
Opinioni limitanti sul parto
Acculturazione precedente sfavorevole
Comunicazione manipolativa e disonesta
Opinioni spirituali che interferiscono con la nascita
Autoimmagine debole
Scissione tra mente e corpo
Relazioni conflittuali
Nascita non pianificata
Paure non elaborate
Sedentarietà
Costituzione fisica fragile
Rigida resistenza al cambiamento e alle nuove idee
Ambiente domestico caotico
Desiderio di maternità assente
Negazione del dolore
Controllo esterno dell'esistenza

PARTO A BASSO RISCHIO:

Attività
Indipendenza
Fiducia in sè
Disponibilità ad accettare aiuti esterni
Accettazione dell'identità femminile
Sessualità sana
Percezione di sè come essere sessuato
Maturità
Opinioni positive sul parto
Acculturazione precedente favorevole
Comunicazione onesta e chiara
Opinioni spirituali favorevoli alla nascita
Autoimmagine forte
Integrazione di mente e corpo
Relazioni amorevoli
Nascita pianificata
Paure elaborate
Attvità fisica
Costituzione fisica robusta (sana)
Elasticità e adattabilità al cambiamento
Ambiente domestico confortevole
Desiderio di maternità presente
Accettazione del dolore
Controllo diretto della propria esistenza

(da "Guida medica da donna a donna, di C. Northrup)

22 ottobre 2012

E' nato il gruppo yahoo Innecesareo

http://it.groups.yahoo.com/group/innecesareo/

Eccoci anche su Yahoo gruppi, importante strumento di supporto,
lavoro e scambio per le mamme associate e non e le operatrici nel campo
maternità che desiderano collaborare in modo attivo con l'associazione ed
essere di aiuto ad altre madri.
Vi aspettiamo numerose!

17 ottobre 2012

Genitori Channel annuncia "Innecesareo"

http://www.genitorichannel.it/gravidanza-parto/cesareo-vbac-innecesareo-ican.html

Ecco l'articolo della nascita di "Innecesareo" sulla web TV Genitori Channel.
Grazie a Barbara Siliquini presidente GC e associazione Parto Naturale!

16 ottobre 2012

Presentazione ufficiale "Innecesareo" a Mantova

Care Donne, vi confermo la data presentazione ufficiale "Innecesareo", scopi, progetti e sogni che si terrà a Mantova in via Frattini 3, domenica 11 novembre alle 15,30. Siamo qui e sono un pò spaventata, mi rendo conto che vorremmo fare un sacco di cose ma serve aiuto e collaborazione che purtroppo, più spesso di quanto si pensi, non si trova..l'associazione vuol essere un punto di riferimento per tutte le donne che credono nel cuore e credo "Innecesareo" (vedi sito a "credo e scopi") spero di vedervi e chi non potrà venire, ma è interessata, verrà informata tramite sito, pagina e gruppo, qualche giorno prima chiederò conferma presenze per organizzarci al meglio :-)
potete scrivere alla mail: innecesareo@gmail.com  o tel.+39333.5489414
Grazie

14 ottobre 2012

Tasso cesarei nel mondo, mappa

http://www.atlasofbirth.com/map/?view=csection

L'Italia è al quarto posto nella classifica mondiale come paese
con il più alto tasso di cesarei, siamo a circa il 38%
come media nazionale, alcune regioni sfiorano tassi del 58%.

6 ottobre 2012

Osteopatia per gravidanza, parto e dopo parto

» Gravidanza
Perché rivolgersi all'osteopata in gravidanza

L’Osteopatia è una terapia dolce volta ad assecondare il corpo della donna ai cambiamenti che avvengono durante la gravidanza.
Compito dell’osteopata è aiutare ad alleviare le più svariate problematiche che si presentano durante la gravidanza, donando alla futura mamma un benessere ed un equilibrio che le permetteranno di vivere questo periodo in maniera serena, anche accompagnandola ad un parto il più possibile naturale e privo di complicazioni. L’Osteopatia non costituisce nessun pericolo né per la mamma né per il feto ma è un valido aiuto per le sofferenze che si possono incontrare: il trattamento osteopatico non deve essere interpretato come un eccesso di medicalizzazione ma come prevenzione soprattutto se si interviene fin d
ai primi mesi; inoltre è consigliabile che la madre ed il bambino vengano trattati anche per qualche seduta dopo il parto per un esame strutturale.

In cosa può essere d’aiuto l’Osteopatia
Durante la gravidanza possono insorgere diversi disturbi funzionali. I consigli del vostro osteopata durante la gravidanza possono risultare molto utili per imparare ad usare il vostro corpo correttamente e per alleviare tali possibili problemi, quali:

◦mal di schiena, lombalgia
◦sciatalgia
◦difficoltà nella respirazione
◦problemi digestivi e bruciori di stomaco
◦difficoltà nel transito intestinale e costipazione
◦dolori alle gambe
◦problemi circolatori agli arti inferiori
◦dolori alla cervicale
◦mal di testa
◦mobilità del sacro
◦reflusso gastrico
◦infezioni del tratto urinario
◦vaginite o dolore durante i rapporti sessuali
Tutte queste disfunzioni possono essere trattati con le normali sessioni di osteopatia durante la gravidanza.

Ogni gravidanza è comunque uno stato a sé. In sostanza, l’osteopatia consente un migliore adattamento dell’organismo ai cambiamenti dei tessuti del corpo e alle pressioni addominali associate alla gravidanza.
Il trattamento osteopatico può focalizzarsi anche sugli stati emotivi della futura mamma.

L’Osteopatia aiuta la mamma a prepararsi al parto
Nel caso in cui, per esempio, si è reduci di un trauma pelvico, si possono avere ripercussioni sulla meccanica del parto. Con il suo lavoro specifico, l'osteopata assicura la corretta mobilità articolare del bacino e l'asse vertebrale, che può essere interrotta da traumi che si verificano nel corpo, disturbi digestivi cronici.
Per esempio:

◦un trauma al coccige
◦una frattura pelvica o lussazione
◦conseguenze di un incidente d'auto
◦una cicatrice dell'episiotomia o cesareo
◦cicatrici all'addome


fonte: sito "Tuttosteopatia.it"

4 ottobre 2012

La mitologia del cesareo

https://gabriellabianco.wordpress.com/2012/09/26/mitologia-del-cesareo-dallutero-allinferno-e-ritorno-jeannine-parvati-baker/

La mitologia del cesareo (dall’utero all’inferno e ritorno) - Jeannine Parvati Baker
Da quando cominciai a interessarmi al tema, il parto è passato dall’essere un’espressione attiva delle donne a un atto medico mediante il quale la donna viene fatta partorire. Quando ebbi il mio primo figlio, l’indice percentuale di nascite chirurgicamente assistite (per via addominale) non superava il 10%. Alla fine degli anni novanta il tasso di cesarei oscillava tra il 20 e il 40%, in relazione al tipo di ospedale, sede o meno di insegnamento medico. In un ospedale con presenza di docenti il tasso di cesarei era generalmente più elevato. Ma che cosa stiamo insegnando?
La mia reazione iniziale quando mi resi conto di come si rubava la nascita alle familie per consegnarla nelle mani degli esperti è stata di ira, indignazione e di rabbia che mi condussero a voler fare qualcosa rispetto a questa epidemia di cesarei. Questi sentimentierano temperati dalla consapevolezza che tutto su questa terra è utile per la crescita spirituale, tutto, compresi i cesarei. Nel mio desiderio di voler cambiare il modo in cui si stavano facendo le cose stavo permettendo che il problema continuassa a sussisere. A nessuno, e meno ancora a tutta una cultura, piace essere cambiati dall’esterno. A me non piace affatto che qualcuno cerchi di cambiarmi e nemmeno ai medici piace che io pretenda di cambiare la loro ostetricia. Di fatto, credo che l’unica persona che gradisce che la cambino è il bambino, quando ha il pannolino bagnato.
Prima che io pretenda di cambiare qualcuno c’è una domanda da porsi. La domanda è: a cosa potrebbe servire il fatto che ci sia un’epidemia di cesarei? Il cesareo serve all’anima mundi, all’anima di questo attonel seguente modo: le donne cesarizzate vengono iniziate a un viaggio mitico. Per comprendere questo mito, o la dimensione transpersonale del cesareo, vi racconterò un’antica storia.
Foto: Nadav Voloj
Si tratta di un racconto dell’Antica Babilonia. Quando ascoltai questa leggenda per la prima volta, subito mi venne in mente l’esperienza psicologica delle donne che hanno vissuto un cesareo. Ascoltare il racconto della discesa di Inanna all’inferno ci permette avvertire l’eco della dinamica emozionale delle donne cesarizzate. Possiamo comprendere da un punto di vista più ampio come sta cambiando il mondo attraverso il viaggio che intraprendono le donne nel parto, prendendo la via difficile o quella facile, oltre a visualizzare il cammino che riconduce a una nuova ascesa.
La cosa più affascinante del mito è come ci permette di accrescere la nostra comprensione e come ci incoraggia ad ampliare costantemente l’orizonte della nistra visione. Sotto la luce del mito di Inanna siamo in grado di riformulare l’epidemia di cesarei da un atto completamente misogino a uno dei tanti modi in cui le donne possono indagare la loro anima e sono chiamate ad essere guaritrici.
Inanna è chiamata a scendere verso l’inferno. Ogni volta che attraversa una porta nella sua discesa deve portare un’offerta. Nelle prime porte si spoglia dei paramenti: i gioelli, la corona, il velo, il pettorale. Nella discesa perde poi il vestito, la biancheria, spogliata di tutti i suoi abiti, rimane completamente nuda, per poter scendere più in profondità. Quindi si strappa la pelle, i muscoli, le viscere, così che le sue ossa sono tutto ciò che resta da appendere a un gancio nelle più basse regioni dell’inferno. Ecco Inanna, la Regina del Cielo, ridotta ad un sacco di ossa appese nelle viscere dell’inferno. Questa storia contiene un mistero essenziale: solamente quando la Regina della Morte starà dando alla luce se stessa negli inferi, sarà permesso a Inanna di ricominciare il suo viaggio di ritorno. Si riappropria delle sue viscere, dei suoi muscoli, della sua pelle. Poi rivestirà il suo corpo con gli abiti, il vestito, il pettorale, il velo, la corona e i gioielli. Quando riemerge dall’Inferno lo farà con un corpo spiritualmente rinnovato e rivestito di un senso sacrale per aver viaggiato nelle profondità. Solo allora sarà veramente la Regina del Cielo, perchè avrà conosciuto e trasceso l’inferno.
Una madre che è stata convinta o addirittura obbligata a sottomettersi a un cesareo si converte in offerta sacrificale come Inanna e deve scendere al di sotto del livello della coscienza egoica, dove il mondo terreno cede il passo all’anima. È una vittima nel senso originale del termine, sacrificando se stessa per il bene di suo figlio. Almeno questa è la storia che raccontano a molte madri cesarizzate che sia vero o no – che il cesareo ha salvato la vita al loro bambino. La madre offrirà il suo corpo, la sua mente, la sua anima al sacerdote/medico sull’altare dell’ostetricia se ciò potrà aiutare il suo bambino. Attraverso l’anestesia, entrerà in uno stato di coscienza alterato – la sua anima viaggerà sotto la superficie della coscienza. Verrà smembrata, spogliata delle sua vesti esteriori, anche della pelle, dei muscoli e gli organi saranno manipolati affinchè dia alla luce per cesareo. Quando rinascerà potrà vantare un nuovo corpo spirituale come Inanna – una volta integrata la nascita e capito come sia servito alla sua anima che il suo bambino sia nato per cesareo.
Quando le madri si chiederanno “a cosa serve il cesareo?” e rimarranno senza risposte, allora potremo curare davvero l’epidemia. Altrimenti staremo solo tentando di cambiare il sistema dall’esterno. La mia impressione è che una volta che le madri riusciranno a lasciare dietro di sè la vittima e cominceranno a vedersi come guaritrici o sciamane, ci saranno meno cesarei nella comunità. Se, al contrario, continueranno a sentirsi ferite, colpevoli, vergognandosi della loro esperienza nel parto, molto minore sarà l’efficacia nel cambiare la nostra cultura della nascita.
Quando una donna che è stata aperta comincia a sentire che il suo cesareo è stato un viaggio iniziatico e si permette di esplorare gli aspetti più profondi della sanazione, libera una quantità enome di energia psichica. Reprimere il trauma o negarlo richiede moltissima energia, però una volta che l’esperienza è integrata (ovvero: sentita, portata a espressione e liberata), tutta l’energia che prima si impiegava per difendersi, si libera per l’azione creativa.
Una madre che si sente benedetta, anche se lei non avrebbe consapevolmente firmato per ricevere la “benedizione” di un cesareo, né tornerebbe a richiedere la “benedizione”, è più efficace ai fini di educare altre donne, di una madre che si sente in colpa e ferita. Quando Inanna ascende è radiosa per il suo viaggio alle tenebre.
Condivido questo mito della discesa di Inanna perchè è un archetipo insolito di madre: colei che si è confrontata con la Morte nel parto e ne è uscita incolume. Le madri che partoriscono in modo naturale conoscono bene questa sensazione di lottare con la Morte per l’anima del bambino che sta per nascere. Le donne che soffrono un cesareo conoscono un qualcosa dell’ombra dell’anima che, resasi consapevole, servirà da ostetrica e guida per tutte le donne nel parto. Quando una donna partorisce in modo cosciente esclama “Adesso so che posso fare qualsiasi cosa”. In questo momento di gloria la donna difende il suo diritto di appartenenza alla nuova specie dell’evoluzione – l’Homo Divinitus- quella degli umani che sono padroni della propria esperienza. Nel momento in cui la metà femminile dell’umanità ricordi questo, posso solo immaginare come sarà il mondo. Se le madri non venissimo maltrattate nella nostra espressione più essenziale di creatività, addirittura quando il cesario è necesario e la donna vivesse quindi la chirurgia come un viaggio spirituale, si raggiungerebbe l’equilibrio. Senza vittime, senza oppressori. Senza oppressori, senza vittime. Nella storia di Inanna rimane chiaro che è stata sua scelta scendere all’inferno, allo stesso modo in cui le donne accettano il loro destino nel parto: senza vittimizare la Dea in questo millennio.
È così come io vedo le madri: ognuna con il viso di una Dea diversa. Il volto di Inanna mi ha salutato sempre più spesso in numerose nascite delle ultime generazioni. Ha un viso solido, forte, e le tracce della sua sofferenza e della sua allegria si riflettono intorno ai suoi occhi e le sue labbra. Parla con una passione palpitante, il suo messaggio fluisce come lava al di là delle sue parole e il suono della sua voce mi riscalda. I suoi capelli sono come una ragnatela che gira, e lei prende idee qua e là per nutrire il futuro. Grazie al suo viaggio conosce bene le tenebre, si è abituata a cogliere i diversi toni, le ombre, le sfumature che sono indizi per vedere oltre. Il viso di Inanna mi invita a guardare più in là, ad andare più in profondità. Illumina i paradisi più difficili e ci insegna come passare attraverso ciascuno di essi nel migliore dei modi. Di fronte a Inanna mi immagino le madri del mondo intero, praticamente quasi sempre capaci di dare alla luce in modo naturale, perchè il cesareo ormai non servirà più al mondo. A tutto questo ci serve andare all’inferno e ritornare, per far luce nel cammino delle prossime generazioni in modo che la nascita possa illuminare i visi antichi e nuovi della Dea.
Dedicato a Janice, sanatrice straordinaria – 10 di gennaio 1997.
Jeannine Parvati Baker
Copyright © Jeannine Parvati Baker
Traduzione: Gabriella Bianco

29 settembre 2012

Rischi Taglio Cesareo

Dopo aver avuto il vostro primo taglio cesareo, è possibile scegliere di avere una ripetizione del TC (anche se viene raccomandato il VBAC) o un VBAC.
E' importante, in ogni caso, che le donne vengano informate del fatto che ad ogni taglio cesareo
aumentano le percentuali di rischio legate all'intervento.



Alcuni dei rischi di un TC includono, ma non sono limitati, a:

* Isterectomia* Trasfusione di sangue* Placenta accreta* Rottura uterina* Intervento chirurgico a causa di emorragia* Lesioni alla vescica o dell'intestino* Tromboembolia* Eccessiva perdita di sangue* Cistite* Lesioni intestinali* Lesione ureterale* E ileo (occlusione intestinale)* La necessità di ventilazione postoperatoria* Unità di ricovero in terapia intensiva* La durata dei tempi operatori e di degenza ospedaliera significativamente aumentati con un crescente numero di parti cesarei* Tassi di allattamento più bassi* Immediato pelle a pelle più difficile* Clampaggio di cordone ritardato molto più di difficile da ottenere* Recupero dopo parto più lungo e difficile* Cesareo programmato significa inoltre che il bambino potrebbe essere prematuro (maggiore probabilità di ricovero in TIN)
Alcuni rischi a lungo termine sono:

* Possibilità di aderenze cicatriziali (le aderenze possono causare una serie di problemi quali: dolori, problemi di fertilità, ecc)* Endometriosi e adenomiosi può essere causato da cicatrici sull'utero con conseguente anni di chirurgia e l'isterectomia dopo taglio cesareo

28 settembre 2012

Cosa dovrebbe fare un centro nascita amico delle mamme

  • Ospedali amici delle mamme e dei bambini

     10 passi per l'ospedale amico delle mamme

    CIMS: Coalition for Improving Maternity Services 1996
    Vedi il sito internet: www.motherfriendly.org

    Un centro nascita “amico delle mamme”:

    • Offre a tutte le donne in attesa:
      • libera scelta delle persone che desidera avere accanto durante il parto che siano il marito, il compagno, i figli, altri amici o membri della famiglia;
      • libera possibilità di avere un continuo contatto emotivo e fisico con un’altra donna esperta come ad esempio una Doula o una Mother Assistant o una figura professionale che garantisca la continua presenza empatica;
    • Fornisce informazioni statistiche accurate sulle pratiche e le procedure dell’assistenza offerta; rende pubbliche le statistiche ed i risultati dei servizi erogati.
    • Offre un’assistenza attenta ai bisogni e alle differenze culturali, etniche e religiose.
    • Garantisce alla donna la libertà di muoversi, di camminare e assumere la posizione che preferisce durante il travaglio e la fase espulsiva.
    • Attiva una rete di collaborazione e di consultazione con altri servizi ospedalieri e territoriali che include il sostegno nei casi di trasferimento da un luogo ad un altro quando necessario. Indirizza le neomamme ed i loro bambini ai servizi e alle risorse esterne per un miglior sostegno in gravidanza, nel dopo nascita e per l’allattamento.
    • Abolisce e limita quelle procedure che non sono sostenute da evidenze scientifiche:
      • uso indiscriminato (di routine a tutte le donne) del clistere e della tricotomia (depilazione dei peli pubici);
      • uso indiscriminato della cardiotocografia (monitoraggio elettronico continuo fetale);
      • proibizione di mangiare;
      • uso indiscriminato della rottura artificiale delle membrane (amniorexi);
      • uso indiscriminato dell’induzione al travaglio (inferiore al 10%);
      • uso indiscriminato di farmaci analgesici;
      • uso indiscriminato dell’episiotomia (max 20%, ideale fino al 5%);
      • uso della manovra di Kristeller (spinta sulla pancia);
    • riduce il numero di tagli cesarei (inferiore al 15%); incoraggia il parto vaginale dopo cesareo (VBAC, ideale il 75%);
    • Favorisce l’uso di metodi naturali per la gestione del dolore e non promuove l’uso di farmaci analgesici ed anestetici se non per correggere una complicazione o un’emergenza.
    • Incoraggia tutte le madri e le famiglie a tenere in braccio, toccare, accudire e allattare i loro piccoli, compresi i bimbi prematuri o con problemi (compatibilmente alle loro condizioni).
    • Favorisce i dieci passi dell’Ospedale Amico dei Bambini dell’OMS-UNICEF per promuovere l’allattamento al seno
    L'UNICEF e l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno redatto un decalogo di misure che ogni struttura sanitaria deve rispettare per poter essere riconosciuta "Ospedale amico dei bambini".


    I "Dieci passi per il successo dell'allattamento al seno" sono i seguenti:


    • Definire un protocollo scritto per l'allattamento di cui sia informato tutto il personale .
    • Preparare adeguatamente tutto il personale affinchè venga messo in grado di attuare il protocollo di cui sopra.
    • Informare tutte le donne durante la gravidanza dell'importanza dell'allattamento e fornire loro indicazioni per praticarlo con successo .
    • Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno entro mezz'ora dal parto.
    • Spiegare alle madri come mantenere l'allattamento in caso di separazione dal bambino.
    • Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, se non dietro precisa prescrizione medica.
    • Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre (rooming-in), in modo che trascorrano insieme ventiquattr'ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale.
    • Incoraggiare l'allattamento a richiesta.
    • Non usare tettarelle artificiali o succhiotti.
    • Favorire la creazione di "gruppi di sostegno" a cui le mamme possano rivolgersi dopo le dimissioni dall'ospedale .
  • 25 settembre 2012

    Viaggio Iniziatico..

    "Quando una donna che è stata aperta comincia a sentire che il suo cesareo è stato un viaggio iniziatico e si permette di esplorare gli aspetti più profondi della sanazione, libera una quantità enome di energia psichica. Reprimere il trauma o negarlo richiede moltissima energia, però una volta che l’esperienza è integrata (ovvero: sentita, portata a espressione e liberata), tutta l’energia che prima si impiegava per difendersi, si libera per l’azione creativa (...)" (Jeannine Parvati Baker - traducción Gabriella Aviva Bianco)

    15 giugno 2012

    Studi

    Studi osservazionali hanno fornito indizi tra il metodo di nascita e i rischi per la salute. Negli ultimi anni hanno indicato che i bimbi nati da parto cesareo hanno un aumentato rischio di sviluppare nel corso della vita: asma e allergie, diabete di tipo 1, leucemia infantile, cancro ai testicoli. Inoltre in uno studio del 2011 alcuni ricercatori hanno scoperto che le bambine nate da TC sono esposte ad un rischio più elevato di contrarre la sclerosi multipla..

    14 maggio 2012

    9 maggio 2012

    Partorire dopo un cesareo

    Incontro con Laura Castellarin e Angela Rosato a Verbania il 18 maggio, per vedere meglio l'immagine cliccateci sopra!!

    7 maggio 2012

    Percentuali di parti cesarei negli ospedali italiani

    Qui di seguito i dati, pubblicati quest'anno ma in riferimento al 2010, delle strutture ospedaliere
    italiane e loro percentuali di cesarei in donne al primo parto. Mentre vi preparate al vostro VBAC
    può essere molto utile chiedere informazioni su pratiche, protocolli e percentuali cesarei, scegliere
    dove partorire e avere un VBAC può fare la differenza!
    http://www.focus.it/fileflash/ospedali2012/dati/ostetricia_DEF.pdf

    20 marzo 2012

    Database ostetriche e strutture che assistono VBAC

    Chi volesse contribuire a raccogliere e aggiornare dati e recapiti
    di ostetriche libere professioniste che assistono vbac e strutture rispettose
    della fisiologia del parto, dei tempi di mamma e bambino, dove vengano anche assistiti
    vbac può scrivere a : innecesareo@gmail.com
    Se siete ostetriche in libera professione e assistete vbac aggiungetevi.
    Ogni contributo è prezioso, grazie.

    Ossitocina naturale e Ossitocina sintetica... le differenze!

    Michel Odent spiega la sottile eppur grande differenza tra l'ossitocina sintetica e quella naturale. L'ossitocina sintetica spesso viene usata in ospedale per "dare un aiutino" alle donne o per pilotare i travagli quando si pensa che ci siano dei rallentamenti con le contrazioni per distocie del travaglio (distocia è quando qualcosa non va come dovrebbe) senza cercare altre cause che potrebbero aver causato il rallentamento o di migliorare le condizioni in cui si trova la donna.
    Per un approfondimento su cosa sia l'ossitocina potete leggere un articolo che ho scritto tempo fa proprio su cosa faccia per noi donne l'ossitocina!

    19 marzo 2012

    I colori della nascita

    I

    Io ho avuto un parto grigio
    in una stanza d'ospedale "bianchissima",
    a 18 gradi della sala operatoria
    odore di pulito, letto amidato
    io ho avuto un parto grigio
    morta di freddo.

    Io ho avuto un parto grigio
    in una mattinata di ospedale eterna
    dopo una bellissima notte, da film,
    ben scaldata da coperte
    a 18 gradi della sala operatoria
    io ho avuto un parto grigio 
    morta di freddo.

    Io ho avuto un parto grigio
    in una stanza d'ospedale qualsiasi
    puntata da luci e da cavi
    con troppe mani al lavoro
    ho avuto un parto di quelli più igienici
    di quelli che voi firmate tutti i giorni.

    Io ho avuto un parto grigio
    circondata da applausi e scommesse
    paroloni che uscivano dalla mia bocca
    ho avuto metallo tra le mie gambe
    quattro mani cucendo cicatrici
    e ho avuto l'apprendista
    che brutta ora!

    Ho avuto un parto grigio
    in una sala operatoria maledetta
    a 18 gradi della sala operatoria
    odore di pulito, letto amidato
    io ho avuto un parto grigio

    e ora mi sto riprendendo

    II

    Figlia mia,

    avrai un parto rosa
    un parto orgasmico attaccata a una corda

    avrai un parto azzurro
    azzurro turchese sommersa nella vasca

    avrai un parto verde
    verde come la giungla con gli echi dei secoli
    avrai un parto dolce
    bellissimo, silenzioso, rispettato

    un parto tuo

    lottiamo per quello


    di Myriam Moya Tena, tradotta da Violeta Benini


    I

    Yo tuve un parto gris
    en una sala de hospital “blanquísima”,
    a 18 grados de quirófano
    olor a limpio, cama almidonada
    yo tuve un parto gris
    muerta de frío.


    Yo tuve un parto gris
    una mañana de hospital eterna
    tras una noche hermosa, de película,
    bien cubierta de mantas
    a 18 grados de quirófano
    yo tuve un parto gris
    muerta de frío.


    Yo tuve un parto gris
    en una sala de hospital cualquiera
    apuntada por focos y por cables
    con demasiadas manos al acecho
    yo tuve un parto de esos tan higiénicos
    de los ustedes firman cada día.


    Yo tuve un parto gris
    rodeada de aplausos y de apuestas
    palabrotas saliendo de mi boca
    tuve también metal entre las piernas
    cuatro manos zurciendo cicatrices
    y tuve una aprendiz
    ¡que mala hora!


    Yo tuve un parto gris
    en una sala de hospital maldita
    a 18 grados de quirófano
    olor a limpio, cama almidonada
    yo tuve un parto gris


    lo estoy sanando.



    II

    Hija mía,

    tendrás un parto rosa
    un parto orgásmico colgada a un pañuelo

    tendrás un parto azul
    azul celeste metida en la bañera

    tendrás un parto verde
    un verde selva con ecos de siglos

    tendrás un parto dulce
    hermoso, silencioso, respetado



    un parto tuyo


    luchamos por ello

    18 marzo 2012

    "Il mio vbac" di mamma Elisa


    Ciao a tutte,

    mi chiamo Elisa e sono un’ostetrica ospedaliera e la mia storia ostetrica inizia 6 anni fa..con un aborto spontaneo..a 6 settimane..presto, quindi..senza neppure il raschiamento..niente di più normale, capita a molte..eppure..
    Questo inizio lascia un piccolo segno e inizia a minare un po’ la fiducia dentro di me..poi, al solito, mi consigliano di aspettare qualche mese per una successiva gravidanza, ma io il mese dopo sono già incinta..
    Ma ho paura..di un’altra delusione..dico che “il test è positivo”, invece che sono incinta..
    Poi..3 mesi di nausee devastanti..ma inizio a prender coraggio e anche la creaturina dentro di me..
    Mi faccio seguire da una classica ginecologa dell’ospedale..ecografie, esami, assistenza routinaria..tutto bene, sto bene..nessun problema..fino all’ecografia della 30’w in cui mi viene detto: “beh, ora il feto (non volevamo sapere il sesso) è PODALICO, ma fino a 32w…ha ancora tempo per girarsi..”
    Per me è una bomba, uno shock, non me l’aspettavo e non l’avevo neppure preso in considerazione..
    Sento che qualcosa non va, va diversamente dai miei piani..
    Inizio a guardare le statistiche di che percentuale di feti è podalica a quell’epoca..10%, troppo bassa, sono nella percentuale sbagliata..sono sbagliata! Ma perché?? Perché a me??
    Cerco informazioni su moxa, agopuntura, vado a farle tante volte..ma dentro di me sento che non si sarebbe mai girato e sono arrabbiata, tanto..con me, col bambino..
    Mi dicono: “proprio a te che sei ostetrica..”
    La ginecologa inizia a propormi date per programmare il tc, ma io le dico che non voglio, che voglio travagliare lo stesso almeno un pò, andare oltre il termine…
    Ma ad ogni controllo lei insiste: “se non programmo il tc, il primario mi sgrida..e se poi entri di notte, chissà chi trovi, chissà che brutta cicatrice ti fanno..” e così le mie convinzioni a poco a poco si affievoliscono..so che non voglio il tc, ma ho anche la normale paura del parto..magari non sono in grado (i soliti dubbi della gravida a termine)..e così mi convinco che “vabbè, non sarà il parto ideale, ma ne nascono tanti col cesareo, non succede mica niente..”
    E così fissiamo la data per il 1’ giorno di primavera del 2006 e.. nasce Lara!! Alle 9.00. Io pensavo fosse Simone ma dentro di me preferivo una bambina..sono felice..o meglio anestetizzata..anche nei sentimenti..mi mettono questo fagottino vicino al viso, ma sto così male per l’anestesia (conati di vomito) che dopo un po’ spero me la portino via.
    E per tutto il giorno mi sento completamente drogata, non riesco quasi a parlare, mi si chiudono gli occhi, ma insisto ad attaccarla al seno..almeno quello! Mi sento impotente, totalmente dipendente dagli altri e mi sento costretta a lasciarla al nido per la notte.
    Alle 6.00 dell’indomani sento che posso alzarmi da sola, mi faccio togliere il catetere e inizio a sentire che posso occuparmi di mia figlia. Grazie al cielo!
    Mi servono antidolorifici però, perché nel pomeriggio i dolori alla ferita si fanno molto intensi (io che non prendo mai niente), ma se voglio accudire Lara purtroppo ne ho bisogno e per tutta la settimana, se no il bruciore è fortissimo.
    In seconda giornata, contro il parere di tutti, me ne torno a casa mia e lì inizia un’altra vita e recuperiamo con un ottimo allattamento, anche se Lara dorme poco.
    Come mi sento ad aver avuto un tc? Me ne vergogno, sento che mi manca qualcosa, e come ostetrica, sento che non ho partorito, questione di autostima e con le paziente lo ometto, non riesco neppure a dirlo..mi sento un’ostetrica per così dire fallita.
    …Arriva poi il 2009, cerchiamo un’altra gravidanza e..altro aborto spontaneo! A 9w, tento l’impossibile per evitare il raschiamento (anche una flebo intera di ossitocina), ma sono costretta a causa emorragia.
    Da lì mi vengono degli attacchi di panico mai avuti prima..orribili, inimmaginabili..
    per l’anestesia? Perché anche stavolta le cose sono andate diversamente da come volevo? Forse. Durano poco, ma dentro di me il loro ricordo dura a lungo, invece. Che paura!
    Poi per 7 mesi non ho più ovulazione, il mio corpo ha bisogno di riprendersi.. e poi quando mi sento di nuovo pronta..ovulo di nuovo..e il 29 aprile 2010 concepiamo Simone!
    Di nuovo paure, di nuovo tanta nausea..
    Ma so che stavolta voglio partorire! Idea maturata in questi ormai 5 anni!
    Farò di tutto per..ne ho bisogno, come donna, madre ed ostetrica! Ne ha bisogno anche mio figlio di una nascita dignitosa!
    Intanto in questi anni il mio lavoro di ostetrica si sposta sempre più verso il parto naturale e l’idea del parto a casa..frequento corsi, case maternità..in ospedale mi sento stretta, non sono fatta per i protocolli..
    E così anche per il mio parto inizio a pensare al domicilio, so che non si può fare, che il vbac va fatto in ospedale, ma più passano le settimane e più non mi voglio accontentare dell’ospedale, voglio il meglio, voglio tutto!
    Cerco chi possa assistermi in questo mio viaggio..all’inizio non trovo consensi, è fuori protocollo, lo so.
    Sono un’incosciente? Forse, ma sento che quella è la mia strada e insisto..mi assumo il rischio e vado avanti.
    Le mie ostetriche (una libera professionista e due/tre ospedaliere) si convincono perché scrivo loro parole dettate dal cuore e mi prendo tutta la responsabilità..mio marito mi appoggia.
    Io da sempre so che avrei partorito a 41w, ma quando si avvicina il termine presunto inizio a sentire l’ansia e lo stress delle ostetriche per questa scelta fuori protocollo.
    Io le capisco, forse avrei fatto lo stesso, ma inizio a percepire da parte loro tensione, a quasi 41w mi chiedono un controllo del liquido amniotico, di prendere accordi col primario per eventuale parto ospedaliero (tutte richieste sensate), ma io non riesco ad accettarle, ho bisogno di stare dentro di me e col mio bambino, affinchè questo travaglio possa partire e queste pur lecite richieste mi riportano fuori, al razionale, io che il razionale l’ho fin troppo attivo e sto facendo tanta fatica per spegnerlo un po’ e avere fiducia che la natura faccia il suo decorso.
    Sono quasi a 41w e sono in crisi nera, sento che le ostetriche non hanno più fiducia in questo vbac a domicilio, la pressione è troppa per loro! Io mi sento abbandonata, loro mi dicono che ci sono, ma io non le sento più come alleate..sento che qualcosa si è rotto tra noi..
    Quella notte non dormo, la mattina mi alzo e inizio a piangere disperatamente..penso che mi farà bene sfogarmi, devo lasciarmi andare, sento che io e il mio bambino siamo soli ma ce la dobbiamo fare..e durante il pianto..sento che ho rotto le acque (elemento acqua chiama acqua!), non ho nemmeno il coraggio di dirlo alle ostetriche per non avere ulteriori pressioni..poi capisco che non posso tenerlo nascosto e chiamo la prima ostetrica e la risposta è un “Ah..” e di nuovo sento poca fiducia.
    Capisco che ho scelto delle ostetriche fantastiche (quelle che mi piacevano di più ovviamente), ma non adatte a questo mio parto in casa, capisco troppo tardi che l’averle convinte io prima, ora si rivela una scelta a mio sfavore. Loro col cuore mi avevano detto di sì, ma ora sono troppo “ostetriche”…il peso del fuori protocollo è troppo alto..il rischio..
    In ogni modo iniziano le contrazioni, sono felice, dei bei prodromi, delle belle contrazioni forti per tutta la notte, mi metto sul divano coi cuscinoni a vocalizzare..ma poi verso mattina le sento svanire. Perché? Penso che il mio rapporto incerto con le ost. non aiuti..
    Sono lì che aspetto che le contrazioni rinizino assieme a Milena, la mia psicodrammatista (esperta di nascita e medicina naturale) che mi fa massaggi per stimolarle, quando mi arriva un sms dell’ost che dice che a poco sarebbero venute da me.
    Mi sento soffocare! Non era così che avrei voluto, io pensavo che sarebbero venute solo quando io lo ritenessi necessario e non quando decidevano loro! Il mio cuore va a mille, non riesco più a rilassarmi, non riesco a beneficiare dei massaggi, la mia testa è fissa all’imminente arrivo, mi sento in trappola!
    E così arrivano..e passano momenti interminabili di silenzio, nessuna inizia a parlare, alla fine mi viene detto che il parto a casa non è più possibile perché erano passate 24h dalla rottura del sacco e io mi sento morire dentro. Non riesco a rassegnarmi che il mio sogno si concluda così, lo so che l’importante è partorire, ma penso che in ospedale farò molta più fatica.
    Ho gli occhi spenti e persi e guardo disperatamente Milena in cerca di aiuto.
    Poi decidono di farmi la moxa per attivare le contrazioni, ma lì mi torna un pseudo-attacco di panico, mi sento soffocare con loro addosso, che hanno parlato di rischi e penso che il bambino non stia più bene!
    Così le ost. se ne vanno e io resto con la mia amica che doveva comunque essere presente al travaglio.
    Io e mio marito siamo terrorizzati! Le parole delle ost. non ci fanno bene, mio marito scoppia in lacrime, è bianco cadaverico, Milena riesce a rassicurarci un po’, e decido di tentare il tutto e per tutto chiamando un’altra ostetrica che conosco, che eventualmente sarebbe anche venuta in extremis.
    Milena resta con noi per la notte, facendomi massaggi e respirazioni; le contrazioni partono, ma poi di nuovo si spengono, di certo non mi sento propriamente serena con quell’assistenza cambiata all’ultimo minuto.
    Alle h 7 Milena mi dice che ci abbiamo provato, ma ora bisogna andare in ospedale almeno per un controllo.
    Mi sento di nuovo morire, non riesco a prendere la valigia per partire.., so che il mio parto si sposta in ospedale. Sono tanto triste!
    Quando arrivo in ospedale, però, passato l’inizio brutto in cui sembrava di dover fare subito il tc per un calo di battito fetale, poi tutto va meglio, inizio ad ambientarmi e riniziano le contrazioni, già belle dolorose. Alla sera decido di prendermi l’olio di ricino per regolarizzarle: successo! Il travaglio è sempre più incalzante, mi metto sui divanetti del reparto di ostetricia, mio marito resta con me (solo perché sono raccomandata), faccio una doccia, visita ostetrica ancora indietro..vado in sala parto (una poco utilizzata) per poter stare più tranquilla..altra doccia..chiedo di entrare in vasca..il medico me la nega dicendo che tanto non sono ancora in travaglio e che sono un pre- tc!
    Crisi!!! Non posso farcela senza vasca! Ho già malissimo!! Chiamate una delle mie ostetriche! L. arriva verso le h 4 e io già non ce la faccio più, sono troppe ore..
    Chiedo perfino l’epidurale! (proprio io!?!), mi sento davvero in confine con la morte, sento di non poter nemmeno sopportare una sola contrazione in più. L. e mio marito mi massaggiano infinitamente la schiena..arriva finalmente la visita del primario alle h 8: 4-5 cm! Sì, sento, che ce la farò, mi dà l’ok per l’epidurale, ho già l’anestesista davanti..ma L. mi dice”Eh, no, prima andiamo in vasca ora!” litiga anche con l’anestesista..io le dico “la faccio solo per un’oretta!” (???), venderesti l’anima al diavolo in quei momenti, ma poi mi convinco, so quanto ci tenevo che fosse tutto naturale.
    Ed entro in vasca e ci resto 4 h!: esco con Simone in braccio! E’ il 31 gennaio 2011 h 12.23!
    Sììììììììì! Ce l’ho fatta!
    Anche l’espulsivo è stato durissimo, una forza bruta, ma ormai avevo capito che avrei partorito e ce l’ho messa tutta.
    e… Lotus birth! E dimissione dopo poche ore!
    Dolore immenso (peggiore nel vbac rispetto ad un travaglio normale?), soddisfazione pure, rifarei tutto anche domani.
    Posso dire di aver avuto un parto rispettosissimo come se fossi stata a domicilio (tranne per il medico della notte) anche se ho partorito in ospedale, ma perché ho lottato e imposto tutte le mie decisioni!
    Bravo anche tu Simo! Sei stato bravissimo e paziente! Bravissimo anche mio marito, è stata durissima anche per lui! Brave le ostetriche, nel frattempo era arrivata anche R.: le migliori ostetriche per un vbac ospedaliero!

    Simone ora ha 7 mesi, anche lui si sveglia spesso, ma quando si sveglia quasi sempre è sereno, mentre Lara si risvegliava piangendo e questo lo attribuisco alla nascita più traumatica della prima.
    Ora sono in pace col mio precedente cesareo, non è più una ferita per me, so che la mia storia mi aveva condotto fin lì e ora semplicemente sono arrivata qui. Non mi sento straordinaria per aver partorito, ma finalmente normale!

    Uscendo dalla sala parto, l’ost. L. mi dice :”sembri una regina” e io: “ IO SONO UNA REGINA!!”


    Questa è la mia storia: straordinaria e ordinaria al tempo stesso!
    Grazie a tutti coloro che hanno creduto in me e mi hanno sostenuto.

    Elisa 10.9.11

    16 marzo 2012

    "Il mio Parto" di mamma Margherita

    Il mio parto...

    Tutto inizia quando ero a 38 settimane,inizio ad avvertire le contrazioni preparator

    ie e dentro la mia testa inizio ad essere cosi felice...

    a 39 settimane le contrazioni diventano piu forti e regolari faccio la visita e ho 1 cm di dilatazione

    e utero morbido... a 39+6 faccio il monitoraggio e la visita l'ostetrica mi dice :BRAVA MARGHE

    TI STAI PREPARANDO BENISSIMO SEI 2 CM E HAI IL COLLO MORBIDISSIMO appena senti le contrazioni

    piu forti ritorna..mi visita il ginecologo rimango spiazzata mi dice :SIGNORA IL PARTO SECONDO ME
    E LONTANO IO CI ENTRO SOLO CON 1 DITO...mi dice anche le procedure per l'induzione..

    VaDO A CASA triste e delusa la mia speranza che da li a poco avrei visto cristian svanisce..

    il giorno dopo a 40 settimane esatte avverto le contrazioni 1 ogni 5 minuti poi si fermano decido

    di andar a mangiare una pizza con mio marito e amici tanto mi ero rassegnata all'idea dell'induzione

    .... usciamo e continuo a sentirmi strana ma non ci penso.. ritorniamo a casa alle 2 ci mettiamo a letto

    a dormire...alle 5 mi alzo per fare la pipi vado in bagno ritorno in camera mi metto a letto mi stendo

    e sento scorrere liquido caldo... faccio uno scatto e dico LE ACQUE LE ACQUE mio marito di sopprasalto non capisce

    piu nulla gira a vuoto e dice le acque? io continuo a dire portami un asciugamano muoviti.. prendiamo la valigia

    e ci rechiamo in ospedale.. arrivo in reparto e mi visita l'ostetrica e mi dice:UTERO MORBIDO E 2 CM DI DILATAZIONE

    mi assegnano la camera e mi dice di camminare poco e che potevano passare anche 48 ore visto

    che il mio tampone era negativo..sono le 7 del mattino e le contrazioni sembrano essere cessate..

    c'e il cambio turno

    l'altra ostetrica mi dice di camminare e cosi faccio.. alle 12 c'e una signora nell'altra stanza che piange disperata

    che e in pieno travaglio e io ero triste perche non si smuoveva nulla... alle 14 mi riposo un po alle 16 sento le contrazioni belle forti e regolari

    mi attacano il tracciato contrazioni ogni 4 minuti... prima delle 6 mi vistano e vedo l'ostetrica che m lascia sul lettino da visita e corre fuori

    Guardo mio marito e dico :VAI CI SIAMO ANDIAMO IN SALA PARTO..

    l'ostetrica arriva con il ginecologo che anche lui mi visita mi guarda e non parla.. io inizio ad andare in paranoia e dico cosa succede?nessuno aveva il coraggio

    di dirmi quello che stava per accadermi... dopo minuti di silenzio il ginecologo dolcissimo mi dice SIGNORA GLIELO DOBBIAMO TIRARE FUORI NOI ci sono rischi per

    il bambino e per lei se facciamo un naturale.. li mi croll il mondo adosso piango piango e mi abbraccio mio marito che e stato tutto

    il tempo con me.. ho chiesto di poterlo afar entrare in sala operatoria ma nn e stato concesso..mi portano in camer mi preparano e via...

    piango disperata non so cosa m aspetta sauto mio marito entro in sala operatoria e sento un freddo bestiale vedo medici infermieri

    tante persone tutte li per me e io tremo dalla paura dal freddo.. arriva il momento dell'anestesia io con le contrazioni ogni 2 minuti mi veniva detto da quel macellaio

    dell'anestesista di stare ferma (BEH FOSSE FACILE) cmq l'anestesia nn faceva effetto mi muovevo sentivo male.. litigano le infermiere

    chiamano il capo anestesita gentilissimo che mi dice stringimi forte aggrapati a me.. all'8 iniziezione ecco che sento calore alle gambe

    e non sento manco piu un dolore- .. mi stendo sul lettino operatorio tirano su il camice verde e iniziano a tagliare dopo pochi minuti sento un pianto il pianto del mio

    amore di quell'esserino che per 9 mesi ho portat in grembo e urlo di farmelo vedere.. dopo qualke minuto me lo fanno vedere pochi minuti e lo portano via....

    io piango poi sento i dottori che dicono che c'e un emoraggia e l'anestesista che mi dice :ORA T VERRA SONNO...da li non ricordo piu nulla

    ricordo che usci dalla sala operatoria sconvolta e sembravo ubriaca vedo mamma papà sorelle nonna cognate tutti li che mi aspettano e mi dicono e bellissimo

    e pieno di capelli e un amore.. mio marito mi accompagna in camer e mi da un sacchetino con dentro un anello.. io manco mi rendo conto della cosa e non gli do nemmeno soddisfazione..

    la notte mio marito la fatta con me io imploravo di portarmi il mio cristian ma nn mi fu concesso.. la mattina me lo portarono e me lo attaccai subito al seno.. ancora nn potevo credere

    che quell'esserino era tutto mio... mi marito mi e stato vicino molto rimpiango solo che in quel momento non e stato li con me..

    non vi racconto il post operatorio perche non lo auguro a nessuno..

    Margherita

    ps:il mio Cristian ha avuto un prolasso da arto superiore.. aveva il braccino prima della testa e non poteva uscire!!

    CRISTIAN E NATO IL 17.10.2010 ALLE 19.11 2790KG PER 50 CM





    RINGRAZIO L'OSTETRICA CHE MI è STATA VICINA GRAZIE A A LEI HO ALLEGERITO LA COSA MA IL DOLORE E SEMPRE VIVO DENTRO DI ME!! MI RIFARò CON IL 2 NE SONO SICURA....

    "Il mio Cesareo" di mamma Ingrid

    "Il mio Cesareo" di mamma Ingrid

    La mia gravidanza è stata abbastanza tranquilla niente nausee dolori e cose varie. Al 7mo mese faccio la visita e la mia bimba era in posizione e fin quì tutto bene! 5 giorni dopo cioè il 27 Dicembre mi tamponano con la macchina (che se ne scappa senza soccorermi) e vado in ospedale dove mi fanno una visita! La bimba si era rigirata però fortunatamente stava bene!!! Durante la notte ho avuto contrazioni e così decido di chiamare il mio Ginecologo e di farmi un'ulteriore visita. Mi prescrive la Vasosuprina e mi dice di stare una decina di giorni senza fare alcun sforzo! Arriva Febbraio e la mia bimba non si era ancora girata anzi a me sembrava come se si fosse incastrata perchè mi sentivo la sua testolina sotto il seno e quando mi sedevo mi dava fastidio perchè mi sembrava come se la stessi schiacciando!!! Il Ginecologo mi dice " Siamo quasi alla fine se non si gira dobbiamo fare un Cesareo" il chè io gli chiedo se conosceva qualche modo per provare a farla girare anche un'esercizio e lui mi dice si ci sono degli esercizi ma non sono affidabili al 100%! Così torno a casa e per una settimana le provo tutte !!! Arriva il 2 Marzo e la bambina era rimasta Seduta cosi il dott. mi dice: Ormai siamo alla fine non credo si girerà più quindi questo pomeriggio vieni ti ricoveri e domani ti faccio il Cesareo!!! Io fui presa dallo sconforto non ero pronta psicologicamente per il Cesareo ma lui aggiunse che se volevo aspettare ancora non avrei saputo chi mi avrebbe operato perchè lui il 4 partiva e quindi visto che il Cesareo era ormai inevitable tanto valeva farlo con lui! Io quindi accettai perchè ovviamente visto che mi sono fatta seguire per 9 mesi preferivo farmi operare da lui. Il pomeriggio vadò a ricoverarmi e mi fanno aspettare tanto perchè non c'era posto e stavano facendo storie per il ricovero!!! Dopo un'oretta buona accettano il mio ricovero! Mi fanno tutte le visite di Routine e dopo aver passato la notte in bianco per l'agitazione arriva l'infermiera per prepararmi all'operazione! Io vado in bagno a sciacquarmi un'attimo e iniziano le contrazioni ! Mentre mi avviavo verso la sala operatoria mi si rompono le acque e visto che dovevano fare un cesareo di urgenza decidono di mettermi in sala travaglio dove rimango sola, stesa su un lettino con i miei dolori che aumentavano sempre più! Io con tutta la flebo attaccata mi alzai e passeggiai per la stanza perchè almeno così avevo un pò di sollievo! Viene l'infermiera e mi obbliga stare stesa io le dico che sto meglio in piedi e lei insiste!!! Mi ristendo e i dolori stavano diventando incontrollabili ( non sapevo nemmeno come si facesse la respirazione perchè al corso preparto non mi hanno insegnato niente tranne il fatto che la donna deve avere paura e che è fatta per soffire durante il parto !!! Chi partorisce con l'epidurale non ha legame con il bambino e di conseguenza e come se non fosse tuo. Belle parole la Psicologa ! Ma vabbè questa è un'alta storia...) . Dopo di ciò inizio a urlare per farmi sentire visto che mi avevano lasciata li con le contrazioni e la mia angoscia saliva sempre più perchè non potevo nemmeno provare ad avere il mio parto . Il mio destino era il cesareo. Insomma finlmente arrivano mi portano in sala operatoria io mi abbandono sul letto, mi tranquilizzo e mi affido totalmente nelle loro mani! L'anestesista mi dice la posizione giusta , l'assistente mi accarezza il capo dopodicchè mi fanno l'epidurale! I dolori cessano subito! inizia l'operazione sento qualsiasi sensazione (questo mi ha infastidito molto) ad un certo punto attraverso le luci del soffitto mi vedo la pancia aperta e dopodicchè inizio ad agitarmi!! La mia bimba nasce alle 11 e 10 io esco dalla sala operatoria alle 11 e 30! Mi mettono in una stanza fredda dove non posso ancora vedere i miei familiari! Verso l'una mi riportano in stanza e nel pomeriggio vedo il mio angelo! Era bellissima !! La permanenza in ospedale è stata devastante non avevo nemmeno il triangolo sul letto per alzarmi ! La sera stessa viene un'infermiera per cambiarmi e mettermi il panno e mi da un colpo sulla ferita io urlo con tutte le mie forze per il dolore e non mi rendo conto che l'ago sul braccio se ne era uscito e inizia a schizzare sangue dappetutto. Inizio nuovamente ad agitarmi viene la dott.ssa di turno quella notte e chiede cosa è successo e quella va a dire pure che è stata colpa mia! Dopo un pò, per scusarsi, ritorna con il triangolo che avevo chiesto migliaglia di volte!!! Insomma è stata un'odissea . Me ne sono uscita con una ferita sulla pancia e una sul cuore. Avrei voluto tanto un parto naturale e mi sono sentita come se fossi stata io ad non essere stata in grado di farla nascere!! Avevo perso le speranze ho passato i primi mesi a piangere per il Cesareo!  Ora sono passati 2 anni dalla nascita della mia pulcina e mi sto documentando per il Vbac  a casa perchè il prossimo parto lo decido io!!!!